Ugo La Pietra. Terre Mediterranee

15 dicembre 2001 –  17 febbraio 2002

Mostra a cura di  Vittorio Fagone

Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Nato nel 1938 a Bussi sul Tirino (Pescara), originario di Arpino (Frosinone), Ugo La Pietra è artista, designer e architetto, vive e lavora a Milano. La Pietra si è sempre dichiarato “ricercatore nelle arti visive” e sostenitore della “sinestesia tra le varie discipline artistiche” per “superare le separazioni codificate dai vari sistemi artistico-culturali”.

Dal 1960 ha attraversato diverse correnti artistiche (“arte segnica”, “arte concettuale”, “arte ambientale” “neoclettismo” “architettura e design radicale”), con coerenza e consapevolezza, senza assumere mai posizioni gregarie.

Ha sempre accompagnato le sue ricerche ed esperienze sostenendole con un’intensa attività didattica e editoriale e si è fatto promotore di gruppi di ricerca e di attività espositive nelle quali ha coinvolto moltissimi altri artisti, architetti e designer. Nel suo lavoro ha sempre tenuto come costante l’utilizzo di strumenti diversi, tecniche e interventi “secondo il principio di una decisa contestualità e pertinenza di linguaggi”.

L’esposizione che la Fondazione Ragghianti ha dedicato a Ugo La Pietra propone al pubblico una vasta antologia della sua produzione ceramica, 180 pezzi, molti dei quali sono stati realizzati con la collaborazione di artigiani provenienti da zone di antica tradizione come Faenza, Imola, Salerno, Vietri sul Mare, Caltagirone, Grottaglie, Palermo, Udine, Matera, terre dove è forte la “cultura del fare”, ma quasi assente la “cultura del progetto”.

Grazie a queste collaborazioni, Ugo La Pietra ha cercato di sviluppare in questi luoghi un enorme patrimonio manuale e tecnico di antica tradizione verso una “continuità” dello stesso.

Secondo La Pietra infatti questa continuità dovrebbe garantire al contempo la possibilità di “rifare” il passato e di esprimere la propria contemporaneità. Per rendere questo possibile, dice La Pietra, è indispensabile conoscere le diverse realtà produttive, scoprendone le diversità e le attitudini, per poi progettare con modalità diverse da quelle del “designer per l’industria”. Il progetto dell’artigiano deve entrare senza traumi all’interno della sua attività portando un contributo innovativo nel rispetto del suo “saper fare” di antica tradizione. Questo è ciò che Ugo La Pietra ha fatto nei laboratori artigiani, arricchendo nella forma e nei contenuti la loro produzione “storica”.

La mostra, realizzata dall’artista stesso con la collaborazione di AD ARTE  – Primo osservatorio Nazionale sull’Artigianato Artistico, è curata da Vittorio Fagone, direttore della Fondazione Ragghianti, autore anche del saggio che introduce l’ampio catalogo illustrato pubblicato per l’occasione.

L’esposizione dedicata a Ugo La Pietra è il continuo del ciclo di attività e di scambi espositivi del Centro Studi sull’Arte Fondazione Ragghianti, curato da Vittorio Fagone, inaugurato dalla mostra su Öyvind Fahlström.

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