REGIA
Giuliano Betti
TESTO
Carlo Ludovico Ragghianti
COMMENTO
Carlo Ludovico Ragghianti
FOTOGRAFIA
Aldo Angelici
ANNO
1948
PRODUZIONE
Studio Italiano di Storia dell’Arte, Firenze; I.C.E.A.S., Firenze
FORMATO
35 mm
LINGUA
italiano
DURATA
12’
PELLICOLA
Bianco e nero
DESCRIZIONE
Il termine “critofilm” fu coniato dallo stesso Ragghianti nel 1948 per indicare una nuova metodologia critica, inaugurata proprio dalla Deposizione di Raffaello. Nel 1947 Ragghianti aveva pubblicato un saggio intitolato La Deposizione borghesiana di Raffaello nel quale dimostrava, contro il giudizio critico negativo diffuso, l’“unità organica” del dipinto, la sua coerenza, ovvero la sua intenzione. Questo testo, che impiegava al contempo un punto di vista dinamico e diacronico, preannunciava l’utilizzo del mezzo cinematografico per rivelare la struttura dell’opera d’arte e per riprodurne il processo di creazione. Per il critofilm sulla Deposizione Ragghianti voleva creare un linguaggio visivo nuovo, sia nell’ideazione che nella realizzazione, in grado di offrire una lettura figurativa dell’opera di Raffaello. Ragghianti stesso fece un preciso resoconto della realizzazione dell’opera, mettendo in evidenza la difficoltà e la fatica affrontate per adeguare i limitati mezzi cinematografici alla complessità del progetto critico che voleva realizzare: progettò movimenti di macchina da realizzare con carrelli ondulati, fatti costruire appositamente, e ideali per riprodurre le linee serpentinate della composizione. “I risultati furono, in qualche sequenza, più intenzionali che veramente completi […]” ma “nonostante queste ed altre deficienze, il primo critofilm conservò nel complesso il carattere di analisi della dinamica del linguaggio figurativo effettuata con le sole capacità interpretative o ricostruttive del linguaggio cinematografico”. (Film d’arte, film sull’arte, critofilm d’arte in Arti della visione, I: Cinema, Einaudi, Torino, 1975, p. 241-242).
*in visione presso la videoteca della Fondazione Ragghianti