Cinque giornate, sei filoni tematici, una trentina di relatori provenienti dall’Italia e dall’estero, due città coinvolte. Curato da Paolo Bolpagni, Marco Collareta e Martina Corgnati, il convegno internazionale di cui questo libro raccoglie gli atti, svoltosi nell’ottobre del 2024 e organizzato dalla Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – ETS in collaborazione con la Fondazione Insula Felix ETS di Milano, e con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è stato un’occasione preziosa e riuscita. Ciò per vari motivi: l’alternarsi di acclarati esperti e di giovani ricercatori armati di serietà scientifica e di solidità metodologica, la varietà degli approcci e degli orientamenti, la trasversalità rispetto a scuole e correnti del mondo accademico, la libertà e l’apertura, lo spazio per il confronto e lo scambio franco d’idee.
Secondo l’idea di Ragghianti, che fu consapevolmente disallineata dalla visione più corrente tra i suoi contemporanei, il Medioevo non costituì un semplice o – peggio – oscuro intervallo fra il periodo classico e il Rinascimento, ma offrì un contributo imprescindibile alla civiltà europea e mediterranea. Chiamare a confronto, presentando ricerche attuali e originali, non soltanto storici dell’arte “puri”, ma anche architetti, archeologi, paleografi e restauratori, in una prospettiva davvero interdisciplinare, è sembrata la maniera migliore per portare avanti il modello di apertura incarnato dall’opera dello studioso lucchese.
L’intento è di arricchire la comprensione di un periodo fondamentale per la nostra identità culturale europea. La visione di Ragghianti, così distintiva e singolare rispetto alle correnti in voga all’epoca, costituisce ancor oggi un prezioso riferimento per storici dell’arte e storiografi, sempre più attenti alla sua figura. I progetti e i pensieri ch’egli sviluppò sono fonti inesauribili cui attingere, e un’eredità intellettuale d’inestimabile valore.






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