Lucca e le porcellane della Manifattura Ginori. Commissioni patrizie e ordinativi di corte

28 luglio – 21 ottobre 2001

Mostra a cura di  Andreina d’Agliano, Alessandro Biancalana, Luca Melegati, Gino Turchi

Realizzazione della mostra Vittorio Fagone

Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca


Dalla nascita della Manifattura Ginori, nel 1737, sino al passaggio del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana, nel 1847, i rapporti tra la città di Lucca e la celebre fabbrica fiorentina di porcellane sono stati vivi e intensi.

Le ricerche storiche hanno ormai stabilito l’importanza che ha avuto l’uso della terra bianca di Montecarlo (il tanto prezioso caolino) nell’intera produzione della Manifattura. Il marchese Carlo Ginori acquistò anche la terra necessaria alla produzione dei suoi manufatti nella zona dei monti di Vorno, ai piedi dei monti Pisani, nei pressi di Lucca. È ora documentato che il proprietario di quelle stesse cave, Nicolao Controni, ottenne dalla Repubblica di Lucca la privativa per la produzione della porcellana nel territorio del piccolo stato. Non sappiamo se poi si sia mai avvalso di tale prerogativa.

Gli studi condotti per questa occasione espositiva portano a stabilire, quasi con assoluta certezza, uno degli elementi più interessanti di tutta l’attività della Manifattura: l’introduzione a Doccia di quello che successivamente verrà definito masso bastardo; corpo di porcellana a pasta dura e smaltatura a stagno tipica della maiolica. Un certo Samuel Hiertz (o Hietzio) suggerì tale stratagemma ai ministri di Doccia nel corso di un suo viaggio a Firenze nel 1760.

Gli oltre duecento pezzi raccolti in questa mostra mettono in risalto l’ampiezza delle commissioni delle famiglie patrizie lucchesi e della Curia. Porcellane della Manifattura Ginori sono presenti in città fin dal 1743, mentre risulta documentata l’attività mercantile di Norberto Decanini che, nel 1747, vendeva nel proprio negozio a Lucca oggetti prodotti dalla fabbrica del marchese Carlo Ginori.

Nei primi anni dell’Ottocento si registrò una ulteriore espansione di queste relazioni quando Elisa Baciocchi prima, Maria Luisa e Carlo Ludovico di Borbone poi, effettuarono numerosi ordinativi di porcellane che vennero collocate nel Palazzo Ducale di Lucca, nella Villa Reale di Marlia ed in quella di Bagni di Lucca. A distanza di circa centocinquanta anni, numerosi di questi preziosi pezzi, oggi raccolti nei Musei di Firenze, sono ritornati in esposizione a Lucca.

Altri oggetti importanti e sinora inediti, in gran parte provenienti da collezioni private lucchesi, significativi della qualità della produzione della Manifattura Ginori, portano il visitatore a ripercorrere un suggestivo itinerario: mettendo a confronto stoviglie, plastiche e galanterie rende riconoscibili, negli oltre cent’anni della produzione della quarta manifattura europea di porcellane a pasta dura, le predilezioni per alcuni temi decorativi e le influenze e variazioni del gusto.

Lucca e le porcellane della manifattura Ginori è accompagnata da un catalogo, edito da Maria Pacini Fazzi, nel quale sono illustrati tutti gli oggetti in esposizione e raccolti i saggi introduttivi dei curatori Andreina d’Agliano, Alessandro Biancalana, Luca Melegati e Gino Turchi. Nell’occasione è stata anche una guida interattiva su Cd-Rom.

Con il patrocinio del Comune di Lucca, Provincia di Lucca, Comune di Montecarlo, Archivio di Stato di Lucca, Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo, Lucca in Villa

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