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TOSCANA IN CONTEMPORANEA 2020

TOSCANAINCONTEMPORANEA 2020
Presentazione complessiva del progetto

La Fondazione Ragghianti di Lucca ha acquisito e conservato, nel corso degli anni, una discreta quantità di VHS, DVD e CD-rom contenenti video d’arte, registrazioni di lezioni e conferenze, interviste ad artisti, documentari, spezzoni di film etc. Tutto questo materiale, che era stato sommariamente inventariato, è stato talvolta visionato, nella sede della Fondazione Ragghianti, da studenti o studiosi che ne facevano richiesta. Vista la qualità e l’importanza di alcuni dei video conservati e la disponibilità del Laboratorio multimediale del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa a mettere a disposizione ulteriori materiali, grazie al bando TOSCANAINCONTEMPORANEA 2020 si è còlta l’opportunità di digitalizzare tutto il posseduto per consentirne una migliore conservazione e maggiore diffusione.

La prima questione che si è presentata è stato quello di una revisione di tutti i video e di una loro catalogazione accurata, dalla quale si potessero ricavare le informazioni essenziali relative ai filmati: ideazione, regìa, fotografia, musiche, montaggio, distribuzione, soltanto per citare alcune voci.

Contemporaneamente si è proceduto alla digitalizzazione di 202 VHS e 153 fra DVD e CD-rom. Questa operazione, lunga e non priva di problemi tecnici, soprattutto per i VHS, è stata ultimata nei tempi previsti, anche, in alcuni casi, con un necessario lavoro di editing. Coerentemente con il progetto, si è apprestata una postazione multimediale ad hoc per la consultazione in loco, nella sede della Fondazione Ragghianti, dei video oggetto dell’intervento, e si è deciso di acquistare un NAS (Network Attached Storage) dove raccogliere tutti i materiali digitalizzati, in attesa che una parte di essi (quelli per i quali non si presentino problemi relativi ai diritti di riproduzione) sia caricata sul web a disposizione di chi ne faccia richiesta.

È poi partita la complessa operazione di ricerca degli aventi diritto per i video in possesso della Fondazione Ragghianti, soprattutto per una sezione importante che riguarda il materiale pervenuto a suo tempo da parte del Festival di Locarno e per altri filmati proiettati nel corso di mostre e conferenze. Si è trattato di un lavoro delicato, che ha presupposto conoscenze tecniche approfondite, e che è stato affidato a un professionista esterno che già in precedenza aveva supportato la Fondazione Ragghianti in questo tipo di operazioni, in occasione dei vari cicli di proiezioni di documentari sull’arte che sono stati realizzati negli ultimi anni.

In alcuni casi gli aventi diritto hanno concesso che i video digitalizzati siano messi a disposizione degli utenti sia per la consultazione in loco, sia per la fruizione libera online sulle piattaforme digitali della Fondazione Ragghianti (il caricamento avverrà a breve). In altri, è stata accordata la sola possibilità della visione nella postazione multimediale apprestata. Per alcuni video, infine, è stato impossibile risalire agli avanti diritto, oppure è stata negata l’autorizzazione al loro utilizzo. Questa tranche di materiali resterà nel patrimonio della Fondazione, ma purtroppo, almeno per il momento, senza la possibilità di essere fruita dagli utenti.

L’archivio audiovisivo oggetto dell’intervento realizzato grazie al bando TOSCANAINCONTEMPORANEA 2020 costituisce un patrimonio rilevante nell’ambito storico-artistico, che consentirà alla Fondazione Ragghianti di conquistare fette di pubblico nuove per la nostra istituzione. Tale operazione, peraltro, è perfettamente in linea con le pionieristiche teorie ed esperienze di Carlo Ludovico Ragghianti, che, già dalla fine degli anni Quaranta, aveva cominciato ad applicare le tecnologie allo studio e all’analisi dell’arte, a fini didattici e di diffusione della conoscenza, prima con il cinema, poi con la televisione, infine con il computer.

La Fondazione Ragghianti ha ora a disposizione, grazie al contributo ricevuto grazie al bando TOSCANAINCONTEMPORANEA 2020, circa trecentocinquanta prodotti audiovisivi digitalizzati, tra film, documentari sull’arte, opere video etc.

È fondamentale la possibilità di fruire in un formato leggibile e durevole ciò che fino a poco tempo fa era su supporti fragili e a rischio di irrimediabile deterioramento, ossia su VHS, ormai praticamente impossibili da visionare, essendo ormai superata e dismessa la tecnologia dei vecchi videoregistratori. Aver costruito una videoteca digitale permette peraltro alla Fondazione Ragghianti, come già sperimentato di recente, di mostrare i video a distanza, tramite videoconferenza e condivisione degli schermi da remoto.

L’intervento attuato grazie a TOSCANAINCONTEMPORANEA 2020 rientra nell’ottica di una progressiva digitalizzazione della Fondazione Ragghianti – anche dei suoi spazi espositivi – nella prospettiva di un’implementazione sempre maggiore degli strumenti tecnologici, perseguendo un processo di innovazione che rende la nostra istituzione al passo con i tempi e incrementa la conoscenza della produzione artistica contemporanea e la sua accessibilità da parte non soltanto di studiosi, ma anche di un pubblico ampio e non tradizionale. Il potenziamento dei servizi digitali fa parte insomma di una strategia complessiva che riguarda tutti i settori di attività della Fondazione Ragghianti, propedeutica a un nuovo tipo di fruizione, anche a distanza e su scala globale, dei vari ambiti d’intervento della nostra istituzione (mostre, convegni, biblioteca, archivi cartacei e multimediali etc.).

Si è così raggiunto l’obiettivo di preservare, digitalizzandolo, il patrimonio audiovideo della Fondazione Ragghianti, arricchito anche da materiali provenienti dal Laboratorio multimediale del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, trasferendolo dal supporto magnetico e da DVD e CD-rom al formato .mp4. Nel territorio di riferimento, l’archivio audiovideo oggetto dell’intervento costituisce un patrimonio pressoché unico per rilevanza nel settore storico-artistico.

Tra i video digitalizzati e a disposizione degli utenti, si segnalano:

  • Urbino Memoriale (Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, 1996);
  • Symphonie diagonale (Viking Eggeling, 1924);
  • Dots (Norman McLaren, 1940);
  • Begone Dull Care (Caprice en couleur) (Norman McLaren, 1949);
  • Blinkity Blank (Norman McLaren, 1955);
  • Monte Olimpino (Club degli Editori, 1963);
  • Fratelli Castiglioni (Bruno Munari, 1967);
  • I colori della luce (Bruno Munari, 1962-1964);
  • Giò Pomodoro. Sculptures in Florence (Marco Agostinelli, 1966);
  • Variations: Mondrian (Jarosław Kapuściński, 1992);
  • La chambre verte (Bruno Saparelli, 1993);
  • Nejma, l’éternal retour (Mostafa Sadek-Sedjal, 1994);
  • Boy running (Ann Steuernagel, 1998);
  • Lucca intro (Jonas Mekas, 2008);
  • La tragedia della miniera / The gold rush (Georg Wilhelm Pabst / Charles Chaplin, 1925);
  • Cartes postales (Robert Cahen, 1984-1986);
  • Hong Kong Song (Robert Cahen, 1989);
  • Da nero a nero – Tempo per pensare (Anna De Manincor, 1999);
  • Steps (Zbigniew Rybczyński, 1987);
  • La leggenda di Sant’Orsola (Luciano Emmer, Enrico Gras, 1948);
  • Leonardo da Vinci (Luciano Emmer, 1959);
  • Rarefaction (Dave Ryan, 1998);
  • Eu não posso imaginar (Lucas Bambozzi, 1999);
  • Forme per il cemento: sculture nel mondo dal 1920 ad oggi (AITEC, 1988);
  • Hiroshima (Katsuhiro Yamaguchi, 1989);
  • Rebellion of Ubu (Katsuhiro Yamaguchi, 1993);
  • After Earthquake (Katsuhiro Yamaguchi, 1995);
  • Picksel (Ivar Smedstad, 1994);
  • Vita di un documentario d’arte (Umberto Barbaro e Roberto Longhi, 1947-1948);
  • I don’t know what it is I am like (Bill Viola, 1986);
  • First steps (Claudia Aravena e Paula Rodriguez, 1998);
  • Global Groove (Nam June Paik, 1973);
  • Good morning, Mr. Orwell, revised (Nam June Paik, 1984);
  • Taking to the streets (Dara Birnbaum, 1991);
  • The misfits – 30 years of Fluxus (Lars Movin, 1993);
  • Time has no image (Doug Porter, 1992);
  • Thorvaldsen (Denmark’s great sculptor) (Carl Theodor Dreyer, 1949);
  • Tableau avec chutes (Claudio Pazienza, 1997);
  • Civiltà romanica toscana (Pino Adriano, 1997);
  • I padri del Rinascimento: Brunelleschi, Masaccio, Donatello (Pino Adriano, 1976);
  • Aléatoire I et II (René Bauermeister, 1978);
  • Thèmes d’inspiration (Charles Dekeukeleire, 1938);
  • Immaginario scientifico. L’ordine, il caos, il phaos (Gianni Toti, 1986);
  • Planetopolis (Gianni Toti, 1993);
  • The mystic lamb by Jan Van Eyck (L’Agneau Mystique) (André Cauvin, 1938);
  • Als könnte es mir an Kragen gehen (Marcel Odenbach, 1983);
  • Die Distanz zwischen mir und meinen Verlusten (Marcel Odenbach,1983);
  • Dreams that money can buy (Hans Richter, 1947);
  • Rhythm 21 (Hans Richter, 1921);
  • Jackson Pollock (Hans Namuth, Paul Falkenberg, 1951);
  • Intolerance, estratto di 4’20’’ (David W. Griffith, 1916);
  • Bronenósec Potëmkin (La corazzata Potëmkin), estratto di 3’47’’ (Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, 1926);
  • Le verrou de Fragonard (Alain Jaubert, 1991);
  • Les couleurs de la passion, la Crucifixion, Pablo Picasso (Alain Jaubert, 1993);
  • Doux comme saveur (Gianfranco Baruchello, 1979-1980).
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