Giovedì 14 maggio, ore 18
Conferenza di Jonathan Burrows
Che cosa si può fare con la coreografia
In occasione della prima italiana di The Unison Piece nell’àmbito della rassegna ‘Mercoledì da Salmoni’, giovedì 14 maggio, alle ore 18, la Fondazione Ragghianti ospita, nella Sala convegni ‘Vincenzo Da Massa Carrara’ in via San Micheletto, 3 a Lucca, una delle menti più profonde e rigorose della scena della performance contemporanea, ossia Jonathan Burrows, il quale terrà la conferenza Che cosa si può fare con la coreografia. Di fatto, sarà un ragionamento sulla coreografia come forma d’arte visiva, nel solco delle riflessioni sul tema di Carlo Ludovico Ragghianti.
Jonathan Burrows è un coreografo inglese che, nonostante il suo stile dimesso, ha segnato profondamente il corso della danza contemporanea europea nei decenni a cavallo del nuovo millennio.
Docente nelle più importanti accademie nordeuropee, è autore dell’acclamato A Choreographer’s Handbook, un manuale di composizione che va ben oltre la mera organizzazione dei movimenti: un testo che oggi è diffusamente utilizzato da autori di danza, compositori, registi e studenti di arti performative di tutto il mondo; che non ha lo scopo di proporre un modo giusto di lavorare, quanto piuttosto d’indurre ciascuno a sviluppare una propria mappa di domande e di risposte in relazione a chi è, e alla propria storia personale.
Durante il suo intervento alla Fondazione Ragghianti Burrows condividerà alcune riflessioni su quando e come la coreografia possa essere importante, accompagnandole con la proiezione di alcuni cortometraggi tratti dalla serie 52 Portraits, da lui realizzata insieme con il compositore Matteo Fargion e il regista Hugo Glendinning, e prodotta dal Sadler’s Wells Theatre di Londra.
La conferenza, a ingresso libero, è aperta a chiunque sia interessato allo spettacolo dal vivo, alla performance e alle arti visive nel loro complesso.
