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Le opere dei maestri delle arti decorative della prima metà del Novecento, tra cui spiccano i nomi di Gio’ Ponti, Bruno Munari, Francesco Nonni, Giovanni Gariboldi, Carlo Scarpa, Guido Andlovitz, Pietro Melandri, Mario Sturani, Vittorio Zecchin, Serghej Diulgheroff, Carlo Rizzarda, Umberto Bellotto, Antonia Campi, Angelo Biancini, Domenico Rambelli sono poste a confronto e a colloquio con i dipinti e le sculture di contemporanei protagonisti dell’arte figurativa tra cui Libero Andreotti, Galileo Chini, Fausto Melotti, Felice Casorati, Fortunato Depero, Filippo De Pisis, Lucio Fontana, Marino Marini, Arturo Martini, Gino Severini, Emilio Vedova, Alberto Viani, Adolfo Wildt. Sono oltre 300 le opere esposte, tra oggetti, dipinti e sculture, disposte secondo una doppia articolazione cronologica e tematica che suggerisce e permette letture incrociate e sinergiche.
La struttura portante è costituita da tre grandi ripartizioni, gli anni Venti, gli anni Trenta, gli anni Quaranta, con un piccola apertura ai primissimi anni Cinquanta, all’interno delle quali sono inserite delle specifiche enclave a tema. Il filo rosso, che si dipana in 13 sezioni, prende avvio dagli esordi del gusto Déco degli anni Venti, (con i riferimenti all’esotismo e all’erotismo, al fantastico onirico e al meraviglioso naturale), passa per il classicismo arcaico e i volumi puri del ‘900 per approdare infine, alle soglie degli anni Cinquanta con l’abbandono della forma. In catalogo sono presenti le schede e le foto delle opere nonché le articolazioni delle sezioni.

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